Il senso della vita

ci sono tre tipi di persone: quelli che proprio non ce la fanno e letteralmente o metaforicamente si sparano una palla in testa, quelli che campano col freddo dentro, e quelli che ci sguazzano. l’ultima categoria, sorprendentemente, è anche la più diffusa. la prima, è la più importante e la più interessante. sono quelli che hanno capito tutto. quella di mezzo, è di mezzo appunto.

ci sono poi tante cose strane nella vita, tipo com’è che le cose passano? è strana sta roba e proprio non la capisco. non ha senso un giorno avere 15 anni e poi a un certo punto 50. o che il tuo gatto non c’è più, è morto schiacciato da una macchina. ma l’avevi appena preso e gli volevi bene. naturalmente la cosa vale ancora di più con le tipe. mi piacevi tu con le lentiggini e gli occhi color nocciola, perché non ci sei più? occhei, poi sei arrivata tu con il rame nei capelli e il seno abbondante ma poi, sparita. non ha senso insomma.

dicono che non ci fosse la morte non ci sarebbe l’evoluzione, saremmo sempre gli stessi, sai che noia. ma insomma, siamo sempre gli stessi uguale, non è che tutta questa varietà ci faccia un gran bene orsù. io sto bene a torino, se non cambiasse mica sentirei un grande disappunto, mica mi preoccuperei se mariomonti non ci costringesse tutti a emigrare a marcinelle e a saltare di nuovo per aria (ecco vedi, poi in fondo sto gran cambiare per ripetersi, tutto si ripete, andiamo a marcinelle a saltar per aria sottoterra).

mariomonti, mariomonti, mariodraghi, mariodraghi, chissà se per voi le cose cambiano, a me sembrate sempre uguali, è chiaro che le cose, i sentimenti, la vita vi scorrono addosso, eppure l’avrete avuta anche voi quella ragazza con la chioma castana e le lentiggini, sono sicuro, prima di diventare simulacri, prima di diventare angelamerkel, stavate qui a torino, sono sicuro.

che torino è come il centro dell’universo, ci vengono a suonare i coctotuins, sui tram, nelle discoteche, nei teatri, c’è il colore della primavera, ci sono le fabbriche, se non vai mai in periferia però non te ne accorgi. ma passi l’estate nei baretti, nei chioschetti tra gli spartitraffico sui viali, mangi l’anguria, bevi una birra, ti poni il problema di tutti quelli che sono andati in vacanza al mare, con la ritmo. intanto si beve un’altra birra, e ogni birra che bevi la tua amica è più bella, tanto lei scopa con un altro, ma che importa, lui mica lo capisce questo, mica sta qui sospeso nell’eternità, con lei qui adesso, a bere birra e mangiare anguria, nell’aria calda della sera, ci siete solo tu e lei, che pensa a quell’altro.

a torino, dicono, bruciano gli operai, ma non è vero, io ci passo ogni mattina di lì, mica li ho visti i fantasmi, eppure anche loro prima di finire in fumo avevano una ragazza, sono sicuro, ed ecco la risposta, mariomonti, io, gli operai siamo tutti morti, siamo morti il giorno che quella donna se ne è andata, e tutto il resto è stato un sogno, una specie di allucinazione, per noi uomini sembra che conti solo la guerra, la morte, la distruzione, mannò contate solo voi ragazze, se solo lo capiste, se non ci scacciaste ogni volta, non nascerebbero i mariomonti e gli operai non andrebbero in fumo. garantito.